
Quando la RAI – RadioTelevisione Italiana, ci propose di realizzare la serie di sei film per la tv dal titolo IO E MIO FIGLIO: nuove storie per il Commissario Vivaldi, sapevamo che questa sarebbe stata una grande sfida. Questa serie voleva essere il naturale seguito della miniserie in due puntate di grande successo dal titolo MIO FIGLIO, che andò in onda nel 2005 in prima serata RaiUno e che trattava il delicato tema di un padre, interpretato da Lando Buzzanca, Commissario di Polizia di stanza a Trieste, che scopriva improvvisamente l’omosessualità del figlio (Giovanni Scifoni), anche lui poliziotto nel suo stesso Commissariato.
Il seguito sin dall’inizio venne costruito attorno ai medesimi attori della serie precedente, tra cui i già menzionati Lando Buzzanca e Giovanni Scifoni e ancora Caterina Vertova, Luigi Maria Burruano e Giuseppe Schisano e cornice dei sei film divenne ancora una volta la città di Trieste.
Nelle intenzioni di ARTIS e della rete la serie voleva da un lato approfondire i rapporti tra il Commissario Vivaldi, un padre che vive ancora con qualche pregiudizio l’omosessualità del figlio insieme al dispiacere di non poter avere un nipotino, e il desiderio del figlio Stefano di mandare al padre un messaggio che più o meno recita questo: “siamo dello stesso sangue ma non sono come te”. Abbiamo pensato a questo punto che il percorso di conoscenza reciproca tra padre e figlio trovasse, nei casi ai quali entrambi lavorano fianco a fianco, un fertile terreno.
E’ stato indubbiamente interessante poter ampliare e disegnare con ancora più sfaccettature i personaggi, a partire da quello del Commissario Vivaldi: patriarcale e dal carattere fermo e risoluto sul lavoro, ma bisognoso di conferme e di affetto nella vita privata e il ruolo è stato interpretato ancora una volta in maniera elegante e calibrata da Lando Buzzanca, che ha saputo così restituire un personaggio sì forte, ma anche umanamente vulnerabile.
Allo stesso modo è stato gratificante poter approfondire il rapporto tra Stefano (Giovanni Scifoni) e il suo compagno Damien (Giuseppe Schisano), fatto di quotidianità e quindi di incomprensioni come di grandi slanci di affetto, offrendo agli interpreti nuove corde su cui lavorare.
La serie si è arricchita inoltre di nuovi personaggi, come il magistrato Flavia Conti, interpretato da una bravissima Daniela Poggi e una misteriosa Elena Bouryka nei panni della giovane Eva Ferrer.
Intorno a loro ruotano i personaggi di puntata, che intersecano le loro vite con le vicende dei protagonisti, in un crescendo di accadimenti che ci hanno permesso di raccontare l’amore in tutte le sue facce, rendendolo anch’esso protagonista della serie.
Azione mistero e sentimenti sono gli ingredienti che abbiamo voluto mischiare in questi sei film per la tv che la sapiente maestria di Luciano Odorisio, regista già vincitore di importanti premi come il Leone d’Oro a Venezia nel 1982 per Sciopèn e il Premio Rizzoli nel 1980 per L’educatore autorizzato, ha saputo arricchire con scene d’azione e sviluppando il tema dei sentimenti con abilità e attenzione, affrontando con modi pacati e riflessivi argomenti delicati, spesso al centro di dibattito.
ARTIS ha voluto, insieme a tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione della fiction, proporre un argomento delicato e difficile attraverso un linguaggio semplice, senza sovrastrutture o luoghi comuni, fruibile da una platea di ogni età e il successo in termini di audience e di share dimostrato dai telespettatori in occasione della messa in onda dei sei film in prima visone tv tra gennaio e febbraio 2010, ci ha confermato la bontà e la pregevolezza del lavoro fatto.