
Abbiamo coltivato con grande entusiasmo l'idea di affrontare un tema biografico incentrato sulla figura di Giuseppe Moscati, il medico napoletano vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo e beatificato da S.S. Paolo VI nel corso dell'Anno Santo il 16 novembre 1975, perché questa storia ci avrebbe permesso non solo di restituire al pubblico televisivo di RaiUno il ritratto di una grande personalità del passato attraverso gli aspetti dell'umanità e del sacrificio, ma di centrare alcuni degli obiettivi che caratterizzano l'attività di ARTIS: sfruttare la funzione didattica del mezzo televisivo e cinematografico ed emozionare il pubblico con storie vere, che attingano ai valori e alla cultura della nostra nazione.
Partendo da questo presupposto diventa facile capire che ferma intenzione da parte nostra sia stata quella di arrivare, attraverso la narrazione filmica, sia al cuore che alla mente del pubblico, da un lato evitando di essere troppo didascalici, dall'altro ricercando emozioni da veicolare attraverso le immagini e i contenuti.
Un altro punto fermo nello sviluppo del progetto filmico di Giuseppe Moscati: l'amore che guarisce è stato quello di rimanere aderenti alla realtà dei fatti e quindi alla realtà storica, attraverso un attento studio dei documenti dell'epoca.
Tutto questo ci ha permesso di destinare al pubblico televisivo la figura completa di un uomo dalla grande anima, che se fino a ieri era sconosciuto ai più, oggi possiamo dire, senza falsa modestia, appartenere maggiormente al patrimonio collettivo.
Ricordiamo infatti che la figura di Giuseppe Moscati è sempre stata riconosciuta, stimata e senza esagerare venerata, soprattutto nell'ambito del territorio campano, il medico santo infatti è nato a Benevento ed è vissuto a Napoli, città dove ha compiuto gli studi di Medicina e dove ha svolto fino alla fine la sua professione medica.
Crediamo che gli obiettivi che ci eravamo prefissati siano stati raggiunti appieno dal momento che questa mini serie tv in due puntate ha vinto, nel luglio del 2007, il Premio Maximo al Miglior Prodotto e Miglio Produzione al Roma Fiction Fest, per poi ottenere un grande successo di pubblico e critica in occasione della messa in onda in prima visione tv su RaiUno, nel settembre di quello stesso anno.
In questa grande avventura abbiamo sicuramente trovato validi e altrettanto entusiasti compagni di viaggio, a partire dagli attori e quindi dalle magistrali interpretazioni di Giuseppe Fiorello nel ruolo del medico santo, di Ettore Bassi il suo antagonista e della bellissima e bravissima Kasia Smutniak nel ruolo della tormentata principessa Elena Cajafa: loro, insieme a tutto il resto del cast hanno saputo restituire una veritiera e commovente figura dei ruoli da loro interpretati.
Infine la regia di Giacomo Campiotti ha saputo aggiungere, ad una storia che già sulla carta appariva dal forte impatto emotivo, un "colore" particolare dove il sentimento e i risvolti umani dei protagonisti raggiungono direttamente lo spettatore.
Con Giuseppe Moscati: l'amore che guarisce ARTIS ha portato sullo schermo una storia che ha saputo commuovere e far riflettere, e ci ha dato la certezza e la convinzione che credere nelle storie quotidiane ma grandiose sia una strada importante da percorrere.